Inserto economico di 
 

Di sicuro c'è solo la morte

Cosa farei se fossi Zio Paperone e dovessi fare un investimento proficuo? Non mi comprerei una banca. Nemmeno un fondo di investimento. Neanche una super azienda tipo Apple, Google o Facebook. Mi comprerei una compagnia di assicurazione.

Perché? Chi di voi conosce il funzionamento della maggior parte dei giochi da casinò come la roulette, blackjack e simili saprà benissimo che si ha a che fare con le probabilità, quindi in base alle scelte fatte dal giocatore, egli ha una possibilità più o meno alta di vincere un premio più o meno alto. Tuttavia c’è un piccolo dettaglio da non ignorare: il banco vince sempre. Tutti i giochi da casinò sono stati progettati per rendere il banco statisticamente più vincente sul lungo periodo. Ecco perché nessun casinò fallirà mai. Le assicurazioni sono come un banco da casinò: sono progettate per non fallire mai.

Il compito delle assicurazioni è il seguente: esse offrono ad un soggetto una protezione contro il verificarsi/non verificarsi di un determinato evento. A fronte di una quota periodica che il soggetto deve versare, egli sarà certo di non dover pagare di tasca propria gli eventuali danni causati dal verificarsi dell’evento contro il quale si è assicurato. Ciò significa che le assicurazioni guadagnano se l’evento che hanno assicurato non si verifica. Quindi hanno la sfera di cristallo? Prevedono il futuro? Niente affatto, si basano sulla statistica. E’ ovviamente impossibile prevedere con precisione quanti incidenti ci saranno domani in una determinata città, tuttavia analizzando un lungo arco temporale ed un numero elevato di soggetti, possiamo vedere come ciò è successo nel passato tende a ripetersi nel futuro, con un certo grado di variazione. Alla luce di questi dati, le assicurazioni creano delle polizze che le garantiscono un margine di guadagno ed un margine di errore per far fronte ad eventuali variazioni impreviste.

Se le cose stanno davvero così allora perché in questo periodo di crisi anche le compagnie di assicurazione stanno soffrendo? Perché la tendenza degli ultimi anni è stata quella di avvicinare sempre di più le assicurazioni alle banche, mescolando prodotti assicurativi con prodotti finanziari. E’ quindi evidente che trattando strumenti finanziari ci si espone ai rischi di mercato, che in fasi come queste tende a calare. Ecco quindi spiegato il calo dei ricavi assicurativi, soprattutto per quanto riguarda il ramo vita, quello più “finanziario” dei settori assicurativi.

I più attenti ed informati potrebbero però non concordare col fatto che le assicurazioni non falliscono mai, citando il caso AIG. Il colosso assicurativo americano infatti fu salvato dal Tesoro nel 2008, durante la crisi dei mutui sub-prime. Che cosa successe allora? Semplice, si verificò un’ondata di “eventi” per i quali la AIG aveva assicurato i suoi clienti. Di quali eventi sto parlando? Dell’impossibilità da parte della povera gente di continuare a pagare il mutuo sulla casa che aveva stipulato. Chi mai si sarebbe potuto assicurare contro un tale evento? Chi aveva venduto questi mutui sapendo che erano troppo onerosi per poter essere ripagati, ovvero le banche. Così di punto in bianco la AIG si trovò a dover pagare 400 miliardi di assicurazioni (CDS) alle banche che avevano allegramente concesso credito a chicchessia. Tuttavia si tratta di un evento più unico che raro. Una cosa però è certa: chi va con lo zoppo impara a zoppicare. E in questo momento la finanza mondiale è decisamente claudicante. Le assicurazioni farebbero bene a valutare attentamente se conviene ancora andare a braccetto con i molteplici intermediari finanziari in preda al marasma generale dei mercati.

Cristiano Ventricelli

 


Comments

Ale
04/11/2012 4:12am

Gran pezzo.. Veramente unico

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