Inserto economico di 
 

Dollari ladri

Sarà difficile spiegare come fanno gli Stati Uniti d’America a farsi prestare dal resto del mondo 500.000.000.000 di dollari a tasso 0.

Prendiamo soltanto 3 stati, per semplicità: USA, Russia, Vietnam; i dollari americani sono gli unici ad essere utilizzati in tutti e tre questi paesi, quindi sono una specie di moneta mondiale, mentre i soldi russi e quelli vietnamiti possono essere utilizzati soltanto nel proprio stato. Il dollaro americano viene utilizzato come moneta di riferimento per tutte le commodity (materie prime), come sapete il prezzo del petrolio è espresso in “dollari al barile”, anche l’oro si esprime in “ dollari l’oncia” e così via.

Quindi  i dollari sono i soldi più importanti, valgono di più in termini di rischio e in termini di immagine mondiale.

Pensate all’inflazione. Cos’è? È un indice che ti fa capire quanto valgono i tuoi soldi. Se l’inflazione sale vuol dire semplicemente che i prezzi in generale si alzano. Prendete l’ipotesi di una pizza, se la pizza quest’anno costa 5 € e il prossimo anno costerà 6 € vorrà dire che l’inflazione (in un mondo di sole pizze) sarà salita del 20%, perché la differenza tra 6 e 5 € è di 1 euro, che rappresenta il 20% di 5€.

Chiaramente questa è una situazione assurda, però serve a far capire cos’è l’inflazione a chi tra voi non mastica, e non vuole nemmeno sentir parlare, di economia e robaccia simile.

Tornando al discorso dei tre paeselli: USA, Russia e Vietnam…

Se il Vietnam decide di stampare dei soldi e poi li mette in circolazione, potrà farlo soltanto internamente al proprio paese, perché dei soldi vietnamiti nessuno se ne fa nulla tranne che il Vietnam.

E allora? Beh quando un paese stampa dei soldi l’inflazione sale. È un dato di fatto, è matematica. I prezzi salgono e i soldi vietnamiti valgono di meno. Poveretti, meglio non stamparli quei soldini.

Stessa cosa succede alla Russia; mentre negli States che succede?

Se gli USA stampano dollari, facciamo finta che stampino 500 miliardi di $, e li mettono in circolazione, questi si disperdono in tutto il mondo. Perché i “biglietti verdi” li usano sia in America che in Russia che in Vietnam, quindi l’inflazione di cui si parlava prima salirà di certo in America,  dato che ci saranno più banconote in circolazione, ma di meno dato che molti dollari finiranno in mano a stranieri, quindi non girando nel paese di origine i prezzi non si alzeranno, e non lo farà neanche l’inflazione (o per lo meno non quanto dovrebbe).

Nel 2006 circolavano 750 miliardi di dollari nel mondo: di questi 750, soltanto 250 miliardi giravano negli Stati Uniti, il resto era disperso oltre oceano.

Praticamente gli USA hanno dato 500 miliardi al resto del mondo, che felice e contento li ha accettati, dando in cambio prodotti e moneta interna, così da avere con sé la moneta più importante del mondo, una moneta che difficilmente si deprezza, una moneta che si usa dappertutto, che compra qualunque cosa. Così facendo, il resto del mondo, ha dato agli USA  500 miliardi di altre monete, grazie a questo gli stati uniti hanno una ricchezza di 250 miliardi più 500 che non sono scambiati internamente. Risultato? Un’inflazione che tiene conto di 250 e non di 750 miliardi. Interessante…

Per concludere: gli Stati Uniti possono stampare moneta e non avere l’effetto di inflazione che avrebbe un qualunque altro paese al mondo, dato che è la moneta più sicura e più scambiata al mondo, detenuta, nel 2008, dal 64 % delle persone.

Questi dati mi fanno riflettere. Mi fanno pensare agli accordi Bretton Woods, secondo i quali il dollaro sarebbe stato  l’unica valuta convertibile in oro in base al cambio di 35 dollari contro un oncia del metallo prezioso.

Il dollaro venne inoltre eletto valuta di riferimento per gli scambi.

Pensare al fatto che una guerra mondiale abbia portato questi accordi mi rende perplesso, mi fa riflettere sui fondi “tail risk”, sulla Grecia, su Fukushima, sul piano Marshall  e tante altre situazioni di cambiamento importanti nella storia.

Speculazione, ne abbiamo già parlato.

E ne parleremo ancora.

Luca Esatto

 


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