Inserto economico di 
 

Il Casalese

 
C'è  l’Italia dei professori che lavorano, dei politici che guardano e armeggiano, degli operai che arrancano, della gente comune che vive una vita normale. Poi esiste un’altra Italia, una moneta a due facce. Una pulita e l’altra sporca. Una forte, protetta, l’altra povera e maltrattata, ma che resiste. La prima mafiosa, l’altra no. Sono le due Italie che meglio conosciamo e che maggiormente ignoriamo, quelle che saltano agli occhi di chi ci guarda dall’esterno, un divario che ci indigna ma che mai ci scompone. Di storie sull’Italia pulita, e l’italietta mafiosa, ce ne sarebbero tante da raccontare, se ne potrebbe fare un’enciclopedia. L’ultima parte da Caserta, la terra dei casalesi, dei camorristi, ma anche della gente perbene, onesta, anticamorrista, che non fa notizia. Nove giornalisti precari, hanno fatto il loro mestiere, hanno scritto un libro. Questo in teoria sarebbe l’avvenimento. Ma in Italia va letto così: nove giornalisti precari, hanno scritto un libro su un politico affiliato ( alleato ) con la camorra. 

Hanno composto una narrazione delle vicende giudiziarie di questo politico, e per questo motivo la famiglia del protagonista li ha querelati chiedendo alla casa editrice che l’ha pubblicato un risarcimento di più di un milione di euro. Inoltre l’auspicio della famiglia camorrista del camorrista è stato che tutte le copie del libro vengano bruciate, fatte a pezzi. Il camorrista,  deputato del PDL, su cui pendono due mandati di cattura per ( indovinate un po’) camorra, si chiama Nicola Cosentino. E il Parlamento ( sovrano ) l’ha graziato due volte, infatti siede ancora a Montecitorio. Il deputato, detto Nico o’mericano, non dai colleghi parlamentari, ma da quelli camorristi ( so che sono difficili da distinguere gli uni dagli altri ma le differenze ci sono ), riposava quindi tranquillo. A turbare la sua serenità sono stati questi nove giornalisti, i quali hanno scritto il libro “ Il Casalese “, pubblicato dalla casa editrice Centoautori. Gli autori hanno avuto un’idea geniale, con il loro lavoro tutti possono conoscere con chiarezza chi è e che cosa rappresenta Nicola Cosentino. 
Questo libro è una Gomorra in miniatura, riguardante un uomo del sistema, e non il sistema nella sua interezza. Ma questo libro rischia di non uscire. Sì, in un paese dell’Unione Europea, nel 2012, dove la libertà di espressione si dava per acquisita, il libro “Il Casalese” potrebbe non finire nelle librerie. Ciò a causa di pressioni, e azioni legali, che la potente famiglia casertana dei Cosentino, esercita e continuerà ad esercitare, sempre per vie legali si spera, finchè non otterrà la distruzione del libro, e di tutte le informazioni che contiene. Non faccio certo un appello a comprarlo, anche se tutti noi dovremmo esserne interessati. Quello che è importante è che se ne parli, tutti devono sapere cos’è “ Il Casalese”, di cosa tratta. Con ogni mezzo, soprattutto attraverso quei social network che tanto utilizziamo e di cui poco forse abbiamo compreso la reale utilità. Questo libro va pubblicizzato, perché bisogna impedire che venga innalzato un muro di silenzio, di omertà. Questo è un blog che tratta principalmente argomenti economici, come avrete certamente notato. Ma non c’è niente di più correlato all’economia della camorra, al contrario di quanto si possa pensare. L’organizzazione mafiosa campana insieme alla ‘ndrangheta e a cosa nostra fa un fatturato maggiore della più grande azienda italiana. Sappiamo che i limiti del nostro Paese vengono principalmente da lì, ma non ci rendiamo conto che finchè nessun governo agirà in quei grigi antri dell’illegalità conclamata, quasi vantata, noi non saremo mai un Paese migliore. Qualcosa nel nostro piccolo possiamo farlo, pubblicizzare questo libro. Dobbiamo farlo se crediamo in questa nostra disgraziata Italia. Se il giudice, a cui spetta la decisione se dare seguito alle denunce della famiglia Cosentino o lasciare che il libro venga venduto, agirà a favore della libertà d’informazione, avremo fatto un passo avanti. Diversamente questo Paese andrà in default morale, e lo spread della legalità fra i paesi civili e quello dei balocchi sarà all’infinito. 



Luca Orfanò
 


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